Letteratura russa ed esistenzialismo europeo

Il Novecento filosofico e letterario europeo — quello dell’assurdo e dell’angoscia esistenziale — non nasce dal nulla. Affonda le radici in una tradizione che lo precede e lo nutre in profondità: quella della grande letteratura russa dell’Ottocento e del primo Novecento. Molto prima che l’esistenzialismo diventasse una corrente filosofica organizzata a Parigi, autori come Dostoevskij avevano già messo in scena l’angoscia della morte, il vuoto del senso, la crisi dei valori borghesi e la ricerca disperata di autenticità. La sua eredità aleggia su ogni pagina di Sartre e Camus, ma è soprattutto nel confronto diretto tra Dostoevskij, Bulgakov, Sartre e Camus che vedremo come i grandi interrogativi esistenziali — il senso della vita, la libertà, il male, l’assurdo, la morte — abbiano attraversato confini linguistici e politici, tornando a fiorire nella Francia del dopoguerra con un linguaggio nuovo ma un debito antico. Il corso è tenuto dal Prof. Renzo Prudenziato e si propone di ricostruire questo filo rosso attraverso un percorso di dieci incontri, alternando lettura ravvicinata dei testi, contestualizzazione storico-filosofica e discussione comparativa.

Dieci incontri a partire dal 16 ottobre 2026
Il Venerdì dalle 18.15 alle 19.45

Quota di partecipazione € 80

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il sabato mattina – colazione inclusa

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